La morte scolpita e ice wine
Venezia sino al 16 ottobre 2011
Jan Fabre (Anversa, 14 dicembre 1958) è un artista, coreografo, regista teatrale e scenografo belga. Artista visivo e promotore di una ricerca artistica tesa ad oltrepassare le barriere espressive. Espone ora presso la Scuola della Misericordia cinque grandi sculture in marmo di Carrara appoggiate su un solenne pavimento dorato, citando Michelangelo e ammaliando con la ricchezza scintillante dei materiali. Sullo sfondo, il sempiterno tema della morte.
Jan Fabre - Merciful dream (Pietà V) - 2011
Di particolare interesse la rilettura della Pietà michelangiolesca in cuil’artista si autoritrae, tra le braccia della madre, la cui disperazione è espressa dal teschio di Maria a sostituirne il volto.
La freddezza del marmo, il tema della Morte, che però nel contesto della Pietà, non può che preannunciare però il ritorno alla Vita, si abbina idealmente a una particole categoria di vini, gli Ice Wine. Si tratta di vini ottenuti dalla vinificazione di grappoli d’uva sottoposti ad almeno tre giorni di gelo.
L’uva non viene raccolta al momento di maturazione ottimale, ma la si lascia sulla pianta, quasi idealmente a “morire di freddo” durante i mesi di dicembre e gennaio, in maniera che gelo e disgelo di questo periodo invernale disidratino l’acino in modo naturale, processo che concentra gli zuccheri, gli acidi e gli estratti dell’uva, intensificando l’aroma e conferendo grande complessità.
Al momento della raccolta ecco quindi la “resurrezione” dell’uva, quasi un risveglio della vite come nella “Bella Addormentata” risvegliata dall’Amore, nelal fiaba del Principe Azzurro, nella realtà, di vignaioli che hanno la pazienza di attendere questo ciclo di morte/resurrezione. Non è difficile immaginare la trepidazione dei vignaioli che devono dosare “l’assiderazione” della loro vigna sperando in un inverno che sia rigido ma non troppo.
Tra gli Ice Wine abbiamo scelto il Vidal Ice Wine prodotto in Ontario, Canada nella regioen delle cascate di Niagara.
Si tratta di un vino dal delicato colore dorato, a ricordare il solenne pavimento dorato su sui appoggia la “Pietà” di Fabre. L’oro è costantemente richiamato dal bouquet aromatico che ricorda la marmellata di limoni, le arance caramellate, l’ananas dorato, il miele. E’ un vino a tutto corpo i cui sapori “esplodono” durante la degustazione