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Cascina

Panta

Cascina nel Parco di Ideo Pantaleoni


Olio su tela 68x 48, firmato Ideo Pantaleoni, non datato



Il soggetto è una cascina del Parco Forlanini, dipinto con tecnica impressionista come ben si nota dal cromatismo delle ombre in cui i colori freddi del viola e del blu si accostano ma non si miscelano, per suggerire una sensazione di buio e di fresco in contrapposizione con il sole che illumina e riscalda la cascina.

Ideo Pantaleoni, nato a Legnago (Vr) il 12 ottobre del 1904 (soleva dire che il mondo non festeggiava la scoperta dell'America ma la sua nascita) e morto serenamente a Milano il giorno di Natale del 1993, ha attraversato con la Sua arte tutto il secolo “breve”.
Amava ricordare di essere nato quando le strade erano attraversate dalle carrozze a cavallo, le donne passeggiavano con lunghe gonne e piccoli ombrellini e i marciapiedi erano una immensa ideale tavolozza dove l'artista in erba poteva disegnare scene di guerra, sognare avventure, dipingere paesaggi reali e immaginati.
Panta (così firmava per lo più le sue opere) si vantava di aver sempre e solo fatto il pittore, di essere sempre vissuto solo della sua arte, al fianco della compagna di una vita (Bianca) pittrice anch'essa, tra Parigi e Milano.
Esplorare il suo atellier era come sfogliare un catalogo d'arte moderna: opere figurative, astratte, impressioniste, cubiste,.. gioielli, sculture, progetti di design...
E' però per lo più ricordato per aver dato vita all'inizio degli anni '50 al Movimento Arte Concreta (MAC) di cui faceva parte anche Gillo Dorfles la cui mostra è da poco stata inaugurata al Palazzo Reale di Milano. Opere del MAC sono inoltre esposte a Lissone nell’ambito della mostra “Il Grande Gioco”.

Come apprezzare al meglio questa impressionista “Cascina” milanese se non degustando Passo delle Mule, Duca di Salaparuta, 2006.




Il sapore è vinoso, come l’ombra viola della cascina, floreale con note di fiori gialli, fruttato con lievi note di frutti di bosco, come la cascina illuminata e riscaldata dal sole. Nel complesso è secco, caldo, abbastanza morbido come le note cromatiche scelte da Panta per mettere in evidenza la solarità di uno scorcio “padano”, abbastanza fresco ed elegante quasi a proporsi come un complemento raffinato di un pic-nic al parco in una non troppo calda giornata di inizio estate.



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